Domanda
Giuseppe era la stessa persona di Imhotep nella storia egizia?
Risposta
Imhotep è una figura famosa e in qualche modo misteriosa della storia egizia. A Imhotep vengono spesso attribuiti importanti progressi nel campo dell’architettura e della medicina. Pur essendo di umili origini, riuscì a diventare il principale consigliere del faraone e in seguito fu deificato dal popolo egizio. La leggenda attribuisce a Imhotep il merito di aver salvato l’Egitto da una carestia durata sette anni. Considerando questi e altri dettagli, un osservatore distratto potrebbe chiedersi se l’Imhotep della storia egizia sia la stessa persona di Giuseppe, il personaggio del libro della Genesi. Sebbene non vi sia nulla che colleghi esplicitamente queste due figure, esistono alcuni parallelismi interessanti.
Secondo gli egittologi, il faraone Djoser si avvalse di un consigliere di nome Imhotep, che progettò la sua piramide. Prima di allora, i faraoni venivano sepolti in strutture basse e rettangolari chiamate mastaba. Il progetto di Imhotep utilizzò una combinazione creativa di pietra e architettura per creare una "piramide a gradoni". Questo edificio era notevolmente più grande, più resistente e più bello delle tombe che lo avevano preceduto. Djoser rimase così impressionato dal risultato che permise che il nome di Imhotep fosse inciso all’interno della tomba — cosa incredibilmente rara nella storia egizia.
Prove indirette suggeriscono inoltre che Imhotep fosse un medico esperto. Vi sono motivi per ritenere che abbia redatto il testo originale del Papiro di Edwin Smith, un antico testo sulla diagnosi e il trattamento di diverse patologie. La mitologia dei secoli successivi considerava Imhotep un dio o un semidio della medicina.
La leggenda collega inoltre Imhotep alla salvezza dell’Egitto da una carestia durata sette anni. Iscrizioni, incise molti secoli dopo durante il regno di Tolomeo, attribuiscono a Imhotep il merito di aver posto fine a una lunga siccità legata alla mancanza di piene del fiume Nilo. La liberazione dell’Egitto da parte di Imhotep comportò la ricezione di un sogno da uno degli dei egizi e la consulenza al Faraone sul modo migliore per riconciliarsi con la divinità offesa.
Naturalmente, la cultura popolare è più interessata all’intrattenimento che all’accuratezza storica, quindi il nome "Imhotep" è stato ripreso per decenni in film, libri, giochi e altre opere di finzione.
Leggendo la Bibbia, si possono notare molti parallelismi tra Imhotep e Giuseppe, descritto nei capitoli da 37 a 41 della Genesi. Giuseppe arriva in Egitto come uomo comune — in realtà uno schiavo — e sale di rango fino a diventare il braccio destro del faraone. I suoi consigli, che in parte riguardano l’interpretazione dei sogni, salvano l’Egitto da una carestia durata sette anni. Giuseppe viene celebrato per la sua saggezza e il suo successo, ben al di là di quanto ci si sarebbe potuto aspettare da chiunque non avesse sangue reale in quell’epoca.
Tuttavia, al di là delle somiglianze superficiali, è estremamente difficile conciliare Imhotep e Giuseppe come la stessa persona. Innanzitutto, Imhotep e Djoser vissero all’incirca nel XXVII secolo a.C. Gli studiosi non sono d’accordo sulla data esatta in cui potrebbe essere avvenuto l’Esodo, ma la maggior parte delle stime si colloca tra il XX e il XIII secolo a.C. Qualsiasi periodo compreso tra quelle date richiederebbe un lasso di tempo molto più lungo dei 400 anni in cui Israele rimase in Egitto (Esodo 12:40; Atti 7:6; Galati 3:17).
Sebbene la storia descriva Imhotep come un uomo profondamente religioso, la sua devozione non era rivolta al Dio d’Israele, bensì a Ptah, una delle tante divinità egizie. La Bibbia non menziona il coinvolgimento di Giuseppe nell’architettura, in particolare nella costruzione di una tomba per il faraone, sebbene ciò non significhi necessariamente che egli non avesse tali incarichi.
Il legame tra Imhotep e Giuseppe, per quanto riguarda la carestia di sette anni, potrebbe essere più forte. Tuttavia, secondo la Bibbia, è Giuseppe a interpretare il sogno del faraone, non il proprio. Imhotep pose fine alla siccità potenziando il culto di una particolare divinità egizia; Giuseppe si limitò a usare i talenti che Dio gli aveva donato per preparare il popolo ad affrontare una lunga carestia.
Ancora più significativo è il fatto che la prima menzione di Imhotep a questo proposito sia un’incisione su pietra risalente al regno di Tolomeo, realizzata in un periodo successivo al IV secolo a.C. In altre parole, sebbene Imhotep (presumibilmente) sia vissuto diverse centinaia di anni prima di Giuseppe e quasi un millennio prima di Mosè, gli viene attribuito il merito di aver posto fine a una carestia solo quasi un millennio dopo Mosè. In breve, è probabile che i folkloristi abbiano adattato la storia di Giuseppe per attribuire a Imhotep il merito di aver guidato l’Egitto attraverso una carestia. La situazione politica dell’epoca rende questa ipotesi ancora più plausibile, poiché l’iscrizione che menziona Imhotep, Djoser e la carestia sancisce in parte una rivendicazione su determinati territori della regione.
Tutto sommato, le figure di Imhotep e Giuseppe presentano alcune interessanti somiglianze. Sebbene l’insieme delle prove suggerisca fortemente che non fossero la stessa persona, il modo in cui le loro storie si intrecciano fornisce un interessante contesto a sostegno di alcune parti della Bibbia.
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Giuseppe era la stessa persona di Imhotep nella storia egizia?