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Domanda

Giunia/Giunias era un’apostola?

Risposta


Alla fine della Lettera ai Romani, Paolo saluta molte persone per nome. In Romani 16:7 si legge: "Salutate Andronico e Giunia, miei parenti, che sono stati in prigione con me. Essi sono eminenti tra gli apostoli e sono stati in Cristo prima di me". Molti hanno suggerito che uno o entrambi questi individui fossero in realtà apostoli, interpretando la frase "tra gli apostoli" nel senso che Andronico e Giunia facessero parte (o fossero "tra") quel gruppo. Se questa interpretazione fosse corretta, sarebbe significativa perché Giunia (come appare il nome nella KJV e nella ESV) sarebbe l’unica apostola menzionata nel Nuovo Testamento.

Lo studioso dottor Daniel Wallace ha condotto ricerche approfondite sulla grammatica greca della frase: "In sintesi, finché non verranno prodotte ulteriori prove che confutino l’ipotesi di lavoro, dobbiamo concludere che Andronico e Giunia non fossero apostoli, ma fossero conosciuti dagli apostoli" (da http://bible.org/article/junia-among-apostles-double-identification-problem-romans-167).

Storicamente, si è discusso molto sul genere di Giunia/Giunias, nonché sul significato dell’espressione relativa all’apostolato. Giovanni Crisostomo, scrivendo nel IV secolo, osservò che Giunia era annoverata tra gli apostoli. Molti contemporanei di Crisostomo interpretavano "Junias" come un nome maschile, questione su cui gli studiosi della Bibbia discutono ancora oggi in una certa misura, sebbene l’identificazione femminile sia più comune.

Al di fuori di Romani 16:7, Giunia non è menzionata né nella Bibbia né negli scritti extra-biblici del suo tempo. Gli scritti successivi sono contraddittori e inconcludenti nel determinare la vera identità di questa persona. Con le informazioni disponibili, la sintassi della lingua greca offre il mezzo migliore per comprendere cosa intendesse Paolo quando scrisse che Giunia era illustre (o "ben nota") tra gli apostoli.

La struttura sintattica del greco non è definitiva al 100 per cento, ma propende fortemente a favore della traduzione del versetto fornita dalla ESV: "Salutate Andronico e Giunia, miei parenti e miei compagni di prigionia. Essi sono ben noti agli apostoli". La formulazione qui chiarisce che Andronico e Giunia erano conosciuti dagli apostoli, ma non erano essi stessi apostoli.

Il fatto che Giunia fosse "in Cristo prima di me" la renderebbe una delle prime cristiane, poiché Paolo era diventato credente entro tre anni dalla risurrezione (Galati 2). Potrebbe persino essere stata a Gerusalemme per la Pentecoste, quando Pietro predicò in Atti 2. A prescindere da quando Giunia abbia creduto per la prima volta, probabilmente viveva a Gerusalemme o nei dintorni durante i primi tempi della Chiesa. Ciò le avrebbe dato tutto il tempo necessario per conoscere gli apostoli.

Romani 16:7 afferma inoltre che Giunia fu imprigionata per la sua fede in un momento precedente alla stesura della Lettera ai Romani (circa 55 d.C.). Questo fatto la renderebbe una delle prime credenti arrestate per la propria fede (forse era addirittura in prigione insieme a Paolo). Inoltre, fu coinvolta nella formazione della Chiesa primitiva a Roma.

È improbabile che Giunia fosse un’apostola, eppure Romani 16:7 offre un breve ma impressionante riassunto del suo servizio a Cristo. Duemila anni dopo, conosciamo ancora il suo nome.

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Giunia/Giunias era un’apostola?
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