Domanda
Chi era Epeneto di Cartagine?
Risposta
Epeneto di Cartagine era un caro amico dell’apostolo Paolo ed è riconosciuto come "il primo convertito a Cristo nella provincia dell’Asia" (Romani 16:5). Sebbene non si disponga di molte informazioni su Epeneto, egli è considerato un santo sia dalla Chiesa greco-ortodossa che dalla Chiesa cattolica romana. Alcuni ritengono che fosse uno dei settantadue discepoli (cfr. Luca 10:1) — sebbene ciò sembri in contrasto con il dettaglio biblico secondo cui egli fu il primo convertito in Asia Minore — e il primo vescovo di Cartagine. Il suo nome è scritto anche Epaeneto.
Paolo menziona l’Asia (quella che oggi chiameremmo Asia Minore) in Romani 16:5. Epeneto è indicato come il "primo convertito" in questa regione. La sua conversione durante i primi tempi del cristianesimo significa che probabilmente contribuì alle prime iniziative missionarie volte a diffondere il Vangelo.
Paolo chiede ai cristiani di Roma di "salutare il mio amato Epaeneto" in Romani 16:5 (ESV). Il termine greco tradotto con "amato" è agapéton, una cui forma compare anche in Atti 15:25: "Ci è sembrato bene, dopo esserci messi d’accordo, di scegliere alcuni uomini e di mandarli da voi con i nostri amati Barnaba e Paolo" (ESV, enfasi aggiunta). Il termine descrive qualcuno che è profondamente amato o caro. È correlato ad agape e può riferirsi all’amore incondizionato di Dio per il Suo popolo e all’amore che i credenti dovrebbero nutrire gli uni per gli altri. Epeneto era amato con un amore altruistico, sacrificale e intenzionale.
Non è chiaro perché Paolo utilizzi questo termine per descrivere il suo legame con Epeneto. Potrebbe essere dovuto alla dedizione di Epeneto al Vangelo o al lavoro collaborativo che svolgevano per diffonderlo. Indipendentemente dal motivo, Epeneto era davvero amato da Paolo. Il loro stretto rapporto adempie le parole di Gesù in Giovanni 13:35: "Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri" (ESV).
Tradizionalmente, alcuni hanno associato Epeneto a Cartagine, una città del Nord Africa. Cartagine era un centro nevralgico per il cristianesimo primitivo e la formazione teologica, da cui provenivano figure influenti come Tertulliano e Cipriano. Nonostante la tradizione affermi che Epeneto fosse il primo vescovo di Cartagine, non esistono prove storiche che Epeneto abbia vissuto o abbia annunciato il Vangelo a Cartagine.
Naturalmente, Epeneto potrebbe aver viaggiato in Nord Africa per diffondere il Vangelo. Non era raro che gli evangelisti cristiani dei primi tempi intraprendessero viaggi pericolosi per diffondere la buona novella di Cristo. Di certo si trovava a Roma quando Paolo scrisse alla chiesa locale.
In alcune tradizioni cristiane, una festa è dedicata a Epeneto e ad altri che si ritiene fossero annoverati tra i 72 discepoli. La vita e l’eredità di Epeneto ricordano ai credenti il cristianesimo primitivo e il servizio devoto di coloro che ne posero le fondamenta: "Voi non siete più stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio, edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare" (Efesini 2:20, ESV).
Epeneto è un punto di riferimento per comprendere l’espansione della Chiesa primitiva dalla Giudea verso il resto del mondo. Il legame di Epeneto con Paolo illustra i legami che si formarono tra le prime comunità cristiane attraverso la fede e l’amore: "Se c’è qualche incoraggiamento in Cristo, qualche consolazione nell’amore, qualche comunione nello Spirito, qualche affetto e compassione, rendete completa la mia gioia essendo di un medesimo sentimento, avendo lo stesso amore, essendo in piena concordia e di un medesimo animo" (Filippesi 2:1-2, ESV).
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Chi era Epeneto di Cartagine?