Domanda
Cosa accadde al Concilio di Trento?
Risposta
Dopo la scissione tra la Chiesa d'Oriente e quella d'Occidente nel 1054, la convocazione di concili da parte del papa divenne un modo per fornire orientamenti alla Chiesa, sia a livello locale che ecumenico (per l'intera Chiesa), su diverse questioni ecclesiastiche. Uno dei più significativi fu il Concilio di Trento, tenutosi a metà del XVI secolo, che affrontò questioni di grande rilevanza quali la Riforma protestante luterana e le modalità per contrastarla, le riforme disciplinari all'interno della Chiesa, la definizione del dogma e i modi per stabilire i principi fondamentali del cattolicesimo romano. In effetti, la crescente complessità delle questioni in gioco divenne così vasta che ci vollero 18 anni, che coprirono i regni di cinque papi, prima che il Concilio di Trento si riunisse effettivamente.
Durante il Concilio di Trento, sia la Scrittura che la tradizione furono dichiarate fonti autorevoli per la Chiesa cattolica romana, con la tradizione che godeva della stessa autorità della Scrittura. La salvezza per sola grazia mediante la sola fede, uno dei motti d’ordine dei riformatori, fu respinta a favore della grazia sacramentale e di una giustizia fondata su una combinazione di grazia e opere.
Secondo il Concilio di Trento, esistono sette sacramenti istituiti da Cristo: il battesimo, la cresima, l’eucaristia, la penitenza, l’unzione degli infermi, l’ordine sacro e il matrimonio. Il concilio condannò chiunque affermasse che i sacramenti non fossero necessari per la salvezza o che l’uomo potesse essere giustificato mediante la sola fede, senza alcun sacramento. Nonostante tutto il parlare di “grazia” nel Cattolicesimo, l’attacco del Concilio di Trento alla giustificazione per sola fede porta a una teologia della giustizia basata sulle opere; in un certo senso, i peccatori devono “guadagnarsi” la grazia, altrimenti i sacramenti sarebbero inutili.
Il concilio ha inoltre ribadito la fede nella transustanziazione, secondo cui la sostanza del pane e del vino offerti durante la comunione (l’"Eucaristia") si trasforma nel vero corpo e sangue di Cristo, pur conservando l’aspetto del pane e del vino.
I partecipanti al Concilio di Trento sottolinearono l’incapacità dell’uomo di salvarsi da solo, pur confermando la necessità della cooperazione del suo libero arbitrio, compresa la sua determinazione a ricevere il battesimo e a iniziare una nuova vita. Essi negarono che la predestinazione alla salvezza potesse essere conosciuta con certezza (una confutazione di questa convinzione si trova in Romani 8:28-30). Il Cattolicesimo Romano moderno, in generale, continua ad aderire alle dottrine proposte e accettate a Trento.
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