Domanda
Che cos’è il Codice di Aleppo?
Risposta
Il Codice di Aleppo è un venerabile manoscritto rilegato della Bibbia ebraica, redatto con solenne cura da scribi chiamati Masoreti a Tiberiade, in Israele, intorno al 930 d.C. I Masoreti erano rabbini ebrei che si dedicavano con particolare devozione alla correzione degli errori che si erano insinuati nel testo dell’Antico Testamento durante la cattività babilonese e alla prevenzione di eventuali alterazioni future. Il Codice di Aleppo deve il suo nome al fatto che, per secoli, fu custodito nella sinagoga di Aleppo, in Siria.
In quanto manoscritto masoretico, il Codice di Aleppo è scritto in ebraico e contiene segni vocalici, segni di cantillazione (per guidare la pronuncia durante la recitazione del testo) e note interpretative a margine. In origine, il Codice di Aleppo conteneva l’intera Bibbia ebraica, ma oggi mancano quasi 200 pagine (circa il 40% del totale). Ogni pagina, che presenta tre colonne di testo, è realizzata in pergamena (pelle animale essiccata); l’inchiostro, composto da polvere di galle di alberi (una fonte di tannino) mescolata con fuliggine e solfato di ferro, è stato applicato con cura. Il Codice di Aleppo è considerato la più antica Bibbia ebraica esistente. I Rotoli del Mar Morto sono anteriori al Codice di Aleppo, ma non furono mai riuniti in un unico volume.
Un altro prezioso manoscritto della Bibbia ebraica, appartenente allo stesso periodo del Codice di Aleppo, è il Codice di Leningrado, oggi custodito presso la Biblioteca Nazionale Russa a San Pietroburgo, in Russia. Gli studiosi ritengono il Codice di Aleppo superiore al Codice di Leningrado, poiché il primo manifesta una precisione e un’attenzione ai dettagli così sorprendenti da fargli meritare il titolo di "Corona di Aleppo", e da indurre molti a considerarlo il testo più autorevole della Bibbia ebraica. Tuttavia, poiché una parte del Codice di Aleppo è andata perduta, gli studiosi si sono rivolti al Codice di Leningrado per produrre edizioni moderne del testo ebraico, come la Biblia Hebraica.
Diverse autorevoli edizioni della Bibbia ebraica si fondano sul Codice di Aleppo: l’edizione Breuer (1977-1982), l’edizione Horev (1996) e la Keter Yerushalayim, pubblicata dall’Università Ebraica (2000). Edizioni parziali basate sul Codice di Aleppo sono state diffuse dall’Hebrew University Bible Project e dalla Bar-Ilan University Press.
Il Codice di Aleppo rappresenta un prezioso tesoro storico riconosciuto a livello mondiale. Esso attesta con chiarezza la cura e la precisione con le quali la Parola di Dio è stata copiata e custodita nel corso dei secoli. Il testo masoretico, fondamentale per la maggior parte delle traduzioni inglesi della Bibbia, trova nel Codice di Aleppo il suo più autorevole testimone.
Le rivolte antiebraiche scoppiate ad Aleppo nel 1947 indussero alla clandestina traslazione del Codice di Aleppo fuori dalla Siria, e il prezioso manoscritto giunse in Israele circa dieci anni più tardi. Durante il trasferimento, circa duecento pagine del codice andarono perdute e si presume che siano state distrutte. Oggi il Codice di Aleppo è custodito presso il Museo d’Israele a Gerusalemme, e dal 2011 l’intero testo, o almeno le parti ancora esistenti, è consultabile anche online.
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