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Domanda

Chi sono i Chemarim / Chemarims in Sofonia 1:4?

Risposta


Pronunciando le parole di Dio ai tempi del re Giosia di Giuda, il profeta Sofonia dice: "Sradicherò da questo luogo ciò che resta di Baal, e il nome dei Chemarim insieme ai sacerdoti" (KJV). Il termine Chemarim è una traslitterazione di una parola ebraica ed è usato solo nella KJV e in poche altre traduzioni, come l’American Standard Version e l’English Revised Version. Altre versioni rendono la parola "Chemarim" con "sacerdoti idolatri" (NIV) o "sacerdoti pagani" (NET). La KJV traduce la stessa parola ebraica con "sacerdoti idolatri" in 2 Re 23:5.

I Chemarim erano falsi sacerdoti che forse sostenevano di servire il Signore, ma in realtà offrivano sacrifici a Baal, Moloch e ad altre divinità pagane. I Chemarim erano i "sacerdoti pagani" contro i quali Sofonia pronunciò il giudizio. Il culto di Baal in Giuda fu represso dal re Giosia, che eliminò i sacerdoti pagani che erano stati nominati dai re precedenti (2 Re 23:5). Nelle sue riforme, Giosia mise fine alla pratica di bruciare incenso a Baal, al sole, alla luna e alle stelle. Inoltre, abbatté gli altari e i santuari dedicati alle false divinità, distrusse i pali di Asherah ed eliminò tutto ciò che era associato alle pratiche di culto pagano (versetti 6-20). Giosia reintrodusse poi la celebrazione della Pasqua (versetti 21-23).

La profezia di Sofonia contro i Chemarim è inserita in un più ampio brano di giudizio contro il mondo intero: "Spazzerò via ogni cosa / dalla faccia della terra . . . / Quando avrò distrutto tutta l’umanità / sulla faccia della terra, … / e gli idoli che fanno inciampare gli empi" (Sofonia 1:2-3). Dio promette di porre fine un giorno a ogni forma di idolatria. Quel Giorno del Giudizio universale fu preceduto da un "giorno del giudizio" su scala più ridotta guidato dal re Giosia, che liberò Giuda dai Chemarim e dalle loro pratiche detestabili. Non solo i loro altari e i loro luoghi elevati furono distrutti, ma anche i loro stessi nomi furono cancellati (versetto 4).

La parola "Chemarim" deriva da una radice che significa "nero". Non è chiaro perché gli ebrei chiamassero i falsi sacerdoti "Chemarim", ma i commentatori avanzano diverse teorie: 1) i falsi sacerdoti indossavano abiti neri, in contrapposizione agli abiti bianchi che Dio aveva specificato dovessero indossare i sacerdoti (cfr. Levitico 16:23); 2) le vesti dei Chemarim erano solitamente annerite dalla fuliggine dei loro numerosi incensi; 3) i Chemarim si marchiavano la fronte; oppure 4) la "nerità" dei Chemarim era un riferimento al fumo dei fuochi in cui sacrificavano i bambini a Moloch.

L’oscurità del significato di questa parola indica che Dio ha effettivamente mantenuto la Sua promessa secondo cui i nomi stessi dei Chemarim, così come i sacerdoti stessi, sarebbero stati dimenticati. Dio aveva parlato, e la Sua parola vale quanto un’azione.

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