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Domanda

Che cos’è il Catechismo di Heidelberg?

Risposta


Un catechismo (da "kat-ə-kism") è un metodo didattico che utilizza la forma domanda-risposta. L’insegnante, o catechista, formula la domanda e gli allievi, o catecumeni, rispondono con la risposta prestabilita. Per secoli, la Chiesa ha utilizzato i catechismi come strumento per istruire gli studenti sulle verità fondamentali della Bibbia. Uno di questi catechismi è il Catechismo di Heidelberg, pubblicato per la prima volta nel 1563 a Heidelberg, in Germania, nell’ambito della Riforma avviata da Martin Lutero. Il Catechismo di Heidelberg fu redatto da Caspar Olevianus (1536-87) e Zacharias Ursinus (1534-83), su richiesta dell’Elettore Federico III (1515-76) del Palatinato. Il Sinodo di Dort approvò il Catechismo di Heidelberg nel 1619, e il catechismo è diventato uno dei quattro "standard di unità" che definiscono le credenze della tradizione riformata.

Il Catechismo di Heidelberg contiene 129 domande e risposte ed è suddiviso in quattro parti fondamentali: Introduzione, Miseria, Liberazione e Gratitudine. All’interno di ciascuna categoria vi sono sottocategorie che trattano elementi più specifici relativi alle dottrine fondamentali del Cristianesimo. Le domande e le risposte del Catechismo di Heidelberg sono organizzate in 52 "giorni del Signore", in modo che l’intero catechismo possa essere facilmente insegnato nell’arco di un anno. Ogni risposta, nella sua versione scritta, contiene anche i riferimenti scritturali a sostegno della stessa.

Di seguito sono riportate alcune domande e risposte tratte dal Catechismo di Heidelberg:

D. Qual è la tua unica consolazione nella vita e nella morte?

R. Che non appartengo a me stesso, ma appartengo — corpo e anima, nella vita e nella morte — al mio fedele Salvatore, Gesù Cristo. Egli ha pagato per intero tutti i miei peccati con il suo prezioso sangue e mi ha liberato dalla tirannia del diavolo. Inoltre veglia su di me in modo tale che nemmeno un capello possa cadere dal mio capo senza la volontà del mio Padre celeste; anzi, tutte le cose devono concorrere alla mia salvezza.

Poiché appartengo a Lui, Cristo, mediante il suo Spirito Santo, mi assicura la vita eterna e mi rende fin d’ora pienamente disposto e pronto a vivere per Lui.

[1 Corinzi 6:19-20; Romani 14:7-9; 1 Corinzi 3:23; Tito 2:14; 1 Pietro 1:18-19; 1 Giovanni 1:7-9; 2:2; Giovanni 8:34-36; Ebrei 2:14-15; 1 Giovanni 3:1-11; Giovanni 6:39-40; 10:27-30; 2 Tessalonicesi 3:3; 1 Pietro 1:5; Matteo 10:29-31; Luca 21:16-18; Romani 8:28; Romani 8:15-16; 2 Corinzi 1:21-22; 5:5; Efesini 1:13-14; Romani 8:1-17].

D. Come si arriva a riconoscere la propria miseria?

R. Me lo dice la legge di Dio.

[Romani 3:20; 7:7-25]

D. Secondo il giusto giudizio di Dio meritiamo la punizione sia ora che nell’eternità: come possiamo allora sfuggire a questa punizione e tornare al favore di Dio?

R. Dio esige che la sua giustizia sia soddisfatta. Pertanto, le pretese di questa giustizia devono essere soddisfatte pienamente, sia da noi stessi che da un altro.

[Esodo 23:7; Romani 2:1-11; Isaia 53:11; Romani 8:3-4]

D. Che cos’è la vera fede?

R. La vera fede non è solo una conoscenza certa, per la quale ritengo vero tutto ciò che Dio ci ha rivelato nella Scrittura; è anche una fiducia incondizionata, che lo Spirito Santo crea in me mediante il Vangelo, secondo cui Dio ha concesso liberamente, non solo agli altri ma anche a me, il perdono dei peccati, la giustizia eterna e la salvezza. Questi sono doni di pura grazia, concessi esclusivamente per merito di Cristo.

[Giovanni 17:3, 17; Ebrei 11:1-3; Giacomo 2:19; Romani 4:18-21; 5:1; 10:10; Ebrei 4:14-16; Matteo 16:15-17; Giovanni 3:5; Atti 16:14; Romani 1:16; 10:17; 1 Corinzi 1:21; Galati 2:20; Romani 1:17; Ebrei 10:10; Romani 3:21-26; Galati 2:16; Efesini 2:8-10]

D. Poiché siamo stati liberati dalla nostra miseria per grazia tramite Cristo senza alcun merito da parte nostra, perché allora dovremmo compiere opere buone?

R. Perché Cristo, dopo averci redenti con il suo sangue, ci sta anche ricostituendo a sua immagine mediante il suo Spirito, affinché con tutta la nostra vita possiamo mostrare di essere grati a Dio per i suoi benefici, affinché Egli sia lodato attraverso di noi, affinché possiamo essere rassicurati nella nostra fede dai suoi frutti, e affinché, con la nostra vita devota, i nostri vicini possano essere conquistati a Cristo.

[Romani 6:13; 12:1-2; 1 Pietro 2:5-10; Matteo 5:16; 1 Corinzi 6:19-20; Matteo 7:17-18; Galati 5:22-24; 2 Pietro 1:10-11; Matteo 5:14-16; Romani 14:17-19; 1 Pietro 2:12; 3:1-2]

Di impronta decisamente calvinista, il Catechismo di Heidelberg è utilizzato principalmente nelle chiese riformate per la sua enfasi sull’elezione sovrana da parte di Dio di coloro che saranno salvati. Il Catechismo di Heidelberg rimane il catechismo più utilizzato del periodo della Riforma ed è apprezzato in tutto il mondo per la sua concisione, chiarezza e forza.

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