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Domanda

Cosa dice la Bibbia riguardo alla codardia o all'essere codardi?

Risposta


A prima vista, sembrerebbe che la Bibbia abbia ben poco da dire sulla codardia. Alcune traduzioni non contengono nemmeno questa parola, mentre in altre compare una sola volta in Apocalisse 21:8, dove il codardo viene condannato al fuoco dell'inferno insieme agli assassini e agli stregoni. Altre traduzioni usano la parola "timoroso" al posto di "codardo", ma potrebbe essere che queste parole siano sinonimi? Se sì, cosa significa questo per noi, che tutti siamo stati timorosi in un momento o nell'altro? Siamo noi "i codardi" di cui parla Apocalisse 21:8?

In greco, la parola tradotta con "codardi" in Apocalisse 21:8 implica timore e timidezza. Il dizionario definisce inoltre il codardo come qualcuno che manca del coraggio di fare cose difficili, pericolose o spiacevoli. Un codardo rifugge consapevolmente dalle situazioni spiacevoli, facendo tutto il possibile per salvarsi la pelle, rendendosi schiavo della paura. La codardia è talvolta legata a una coscienza sporca: "I malvagi fuggono anche se nessuno li insegue, ma i giusti sono audaci come un leone" (Proverbi 28:1). La Scrittura ha molto da dire sull’essere schiavi della paura e contiene storie di alcune persone devote che hanno ceduto alla paura.

Pietro è un buon esempio di qualcuno che una volta ha mostrato codardia o schiavitù alla paura. Il triplice rinnegamento di Gesù da parte di Pietro per salvarsi la vita rivelò una paura che era ancora asservita agli uomini piuttosto che a Dio (Luca 22:54-62). Più tardi, durante il periodo della Chiesa primitiva, Pietro decise una volta di astenersi dal mangiare con i gentili per paura del “gruppo della circoncisione” — i giudaizzanti (Galati 2:11-13). La sua paura di essere criticato dai suoi fratelli ebrei gli impedì di obbedire a Dio, che gli aveva comandato di accogliere i gentili nella comunità dei credenti, mangiando e bevendo liberamente con loro (Atti 11:1-17). Nonostante la vigliaccheria di Pietro in alcune occasioni, Gesù lo amò e continuò a chiamarlo discepolo (Luca 22:31-32; Giovanni 21:15-22). Grazie al perdono di Gesù e al dono del Suo Spirito santificatore, Pietro imparò a vivere una vita di grande fede e audacia nonostante le persecuzioni (1 Pietro 4:12-19; Giovanni 21:17-19).

Giosuè fu l’uomo che guidò Israele nella conquista di Canaan; date le numerose battaglie che affrontò e vinse, nessuno lo avrebbe mai definito un codardo. Eppure Giosuè deve aver lottato con la paura, poiché il Signore gli ripete più volte: "Non temere", "Sii forte", ecc. (Giosuè 1:9, 18; 8:1). Fu un incoraggiamento contro la codardia che Giosuè trasmise agli Israeliti (Giosuè 10:25).

Ci sono numerosi passaggi nella Scrittura in cui Dio dice al Suo popolo: "Siate forti e coraggiosi. Non abbiate paura né vi sgomentate […] perché il Signore vostro Dio va con voi; non vi lascerà né vi abbandonerà" (Deuteronomio 31:6). Questo è un comando, non un suggerimento. Come potrebbe Dio aspettarsi che non abbiamo paura? È perché Egli promette di rafforzarci e di essere con noi. La Sua potenza e la Sua presenza sono nostre (2 Timoteo 1:7; Salmo 37:27-28; Matteo 28:18-20). Forse a volte ci comportiamo da codardi, rendendoci schiavi della paura solo perché non prendiamo sul serio la Parola di Dio; non crediamo che Egli sia realmente con noi o che ci rafforzerà. Sebbene sia naturale provare paura, ci viene comandato di non lasciare che la paura ci controlli; al contrario, dobbiamo gridare al Dio della pace, che ha promesso di essere con noi e di aiutarci nel momento del bisogno (Filippesi 4:5b–9; Isaia 51:12).

Gesù è il nostro miglior esempio di come affrontare la paura senza lasciare che essa lo controlli o gli impedisca di obbedire a Dio (Luca 22:42-44). Se siamo figli di Dio per fede in Cristo, non dobbiamo temere la condanna menzionata in Apocalisse 21:8 (vedi Romani 8:1). Tuttavia, l’affermazione che i codardi saranno gettati nello stagno di fuoco ci ricorda che una vita dominata dalla paura non è il segno distintivo di un discepolo di Cristo. Dobbiamo presentarci a Dio con le nostre paure, chiedendogli di operare la sua pace perfetta dentro di noi (Filippesi 4:6-7; Salmo 145:18). Egli vuole che gli chiediamo, e non ci deluderà (Matteo 7:7-10; Isaia 41:10; 2 Timoteo 4:17; Salmo 18:32-34).

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