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Domanda

Cos’è la Green Bible?

Risposta


La Green Bible, pubblicata nel 2008 dalla Harper Collins Publishers, non è una nuova traduzione. Gli editori utilizzano come testo di riferimento la New Revised Standard Version. L’idea alla base di questa versione è simile a quella delle edizioni della Bibbia con le “lettere rosse”, in cui le parole di Cristo sono stampate in rosso. Seguendo questo approccio, la Green Bible stampa in inchiostro verde i versetti e i passaggi che, secondo l’editore, trattano di tematiche ambientali o della cura del creato. Questi sono suddivisi in quattro categorie: 1. Come Dio e Gesù sono coinvolti nel creato; 2. Come tutti gli elementi (terra, acqua, piante, esseri umani, animali) sono interdipendenti; 3. Come la natura risponde a Dio; 4. Come siamo chiamati a prenderci cura del creato. La Bibbia stessa è stampata su carta riciclata utilizzando inchiostro a base di soia, con una copertina in cotone e lino. È presente anche una prefazione dell’arcivescovo Desmond Tutu, oltre a diversi saggi di varie personalità, tra cui Brian McLaren, noto esponente della Chiesa Emergente, e Papa Giovanni Paolo II. Altre caratteristiche includono un indice per argomenti, una “guida allo studio personale” e un’appendice con informazioni su letture aggiuntive, su come partecipare e sui passi pratici da compiere.

L’idea di una Bibbia “verde” può avere i suoi meriti. La Bibbia Verde può servire a ricordare ai credenti che sono eccessivamente critici nei confronti del moderno movimento “verde” odierno che le Scritture parlano effettivamente del tema dell’ambiente. I cieli, l’aria, gli oceani, i fiumi, i mari, le piante e gli animali sono tutti meravigliosamente creati da Dio. Ad alcuni va ricordato che la magnifica creazione di Dio è qualcosa da ammirare, apprezzare, rispettare e preservare (Genesi 1:26-28). Naturalmente, il comando di Dio all’umanità di dominare e soggiogare la terra non significa che possiamo abusarne. Piuttosto, Dio ha affidato all’umanità la cura dell’ambiente affinché lo nutra e lo utilizzi con rispetto, sempre consapevoli del nostro grande Dio come forza dietro la Sua creazione.

Allo stesso tempo, ci sono aspetti negativi della Green Bible. Una dichiarazione di Eugene H. Peterson, autore di The Message, spiega l’intero scopo della Green Bible: "La Green Bible definisce un programma urgente per la comunità cristiana". Sembra chiaro che l’obiettivo e lo scopo principali siano quelli di promuovere l’agenda “verde” e ciò implica che Dio, nella Sua Parola, confermi questo come tema primario. Tuttavia, l’“agenda urgente” per la comunità cristiana non è la bonifica della terra, ma la bonifica delle anime destinate a un’eternità all’inferno. Qualsiasi cosa che distragga i cristiani da questa ragione fondamentale della nostra esistenza è antitetica al piano di Dio per il Suo popolo. È interessante notare che la Bibbia Verde non sembra essere utilizzata in modo prominente come strumento da coloro che sostengono l’odierno movimento “verde”, senza dubbio perché ci sono troppe altre verità nella Parola di Dio che contraddicono le filosofie di base dell’agenda “verde”. La Bibbia Verde è in realtà un perfetto esempio di ciò di cui parla l’apostolo Paolo in Romani: "Essi che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura, al posto del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen" (Romani 1:25).

La Bibbia Verde va oltre la semplice promozione di un programma e insegna effettivamente false dottrine. Ciò diventa evidente nel "Quiz sulla Bibbia Verde", che presenta sette domande con tre risposte a scelta multipla per ciascuna domanda. La domanda n. 2 chiede: "Quale versetto che loda la creazione si trova nei Salmi?" e indica il Salmo 19:1, "I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento dichiara l'opera delle sue mani", come risposta corretta. Il problema qui è che questo versetto fa esattamente l’opposto di ciò che la domanda chiede. Il versetto non sta affatto "lodando la creazione"; piuttosto, parla della creazione che loda il Creatore, Dio. La domanda n. 4 del Green Bible Quiz chiede: "Dove andò Gesù per entrare in comunione con la natura?". La risposta "corretta" data è Matteo 4:23, ma a quanto pare si trattava di un errore di battitura e senza dubbio avrebbe dovuto essere Matteo 14:23: "Dopo averle congedate, salì sul monte in disparte per pregare. E, fattosi sera, era là tutto solo". Questo versetto non dice affatto che Cristo sia salito sul monte "per entrare in comunione con la natura". Egli salì per pregare, letteralmente per entrare in comunione con Suo Padre, Dio. Questo va ben oltre l’interpretazione estensiva del significato di un versetto ed equivale in realtà a deificare la natura, il che è a tutti gli effetti idolatria.

Non c’è nulla di sbagliato nel fatto che i cristiani si impegnino consapevolmente ad apprezzare e persino a preservare la meravigliosa creazione di Dio. Ma qualsiasi sforzo diretto a preservare il pianeta per sempre va contro il piano rivelato da Dio. Egli ci dice in 2 Pietro 3:10 che alla fine dei tempi, la terra e tutto ciò che Egli ha creato saranno distrutti dal fuoco. La terra fisica e naturale nella sua forma attuale, insieme all’intero universo, sarà consumata, e Dio creerà "nuovi cieli e nuova terra" (2 Pietro 3:13; Apocalisse 21:1). Come credenti, il nostro obiettivo deve essere quello di vivere per il Salvatore e, in quelli che le Scritture chiamano gli "ultimi giorni", di dedicarci a condividere la buona novella del Vangelo della salvezza attraverso Gesù Cristo con quante più persone possibile.

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