Domanda
Chi era Basilio di Cesarea?
Risposta
Basilio di Cesarea, o San Basilio il Grande, fu un monaco e vescovo vissuto nel IV secolo d.C. È conosciuto come uno dei Padri Cappadoci, che difesero le dottrine della Trinità e dell’Incarnazione e si impegnarono a favore dei poveri. È venerato come santo sia dalla Chiesa cattolica romana che dalla Chiesa ortodossa orientale. Basilio di Cesarea è talvolta definito il "padre del monachesimo comunitario" poiché fondò una comunità cristiana (composta sia da uomini che da donne) impegnata nel perseguimento di obiettivi comuni, quali la diffusione del Vangelo e l’aiuto ai poveri e ai bisognosi.
Basilio crebbe come un bambino piuttosto cagionevole di salute, ma ricevette un’eccellente istruzione a Cesarea, Antiochia, Costantinopoli e Atene. Dopo gli studi, tornò a Cesarea dove, in seguito ad alcune tragedie personali, adottò uno stile di vita ascetico e fondò un monastero in cui incoraggiava gli altri monaci a dedicarsi al lavoro, alla preghiera, alla lettura della Bibbia e alle opere di carità. Alla fine, Basilio si unì al vescovo di Cesarea nella sua lotta contro l’arianesimo, un’eresia che negava la divinità di Cristo. Quando il vescovo morì, Basilio fu scelto come nuovo vescovo.
Basilio di Cesarea difese il Vangelo contro l’eresia ariana e quella omoiousiana (o semi-ariana), che entrambe attaccavano la dottrina della Trinità e la divinità di Cristo. L’arianesimo sostiene che Gesù Cristo non sia uno con il Padre, ma a Lui subordinato, essendo stato creato "in un determinato momento"; l’omoiousianesimo sostiene che Gesù sia di un’essenza "simile" a quella di Dio Padre ma, anche in questo caso, non uguale a Lui. Entrambe le dottrine sono in contraddizione con la Scrittura. Gesù disse: "Io e il Padre siamo uno" (Giovanni 10:30), e Giovanni scrisse: "Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio. Egli (la Parola) era nel principio con Dio" (Giovanni 1:1-2). Gesù, quindi, non è stato creato in "un determinato momento", ma è sempre stato con Dio ed è, di fatto, Dio.
Grazie alla sua esperienza personale con il Vangelo e alla sua forte personalità, Basilio di Cesarea era la persona giusta per combattere l’arianesimo. Si era inoltre impegnato a seguire la sapienza di Dio piuttosto che quella degli uomini: "Avevo trascorso molto tempo nella vanità e avevo sprecato quasi tutta la mia giovinezza nel vano lavoro che avevo intrapreso per acquisire quella sapienza che Dio aveva reso follia. Poi, un giorno, come un uomo risvegliato da un sonno profondo, volsi lo sguardo alla meravigliosa luce della verità del Vangelo e percepii l’inutilità della saggezza dei principi di questo mondo, che si riduce al nulla" (Epistola 223, "Contro Eustazio di Sebasteia", §2).
Uno sguardo alla vita di Basilio di Cesarea porterebbe a concludere che egli avesse preso a cuore il versetto che dice: "La religione pura e senza macchia davanti a Dio e Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puro dal mondo" (Giacomo 1:27). Basilio era noto come uomo generoso e compassionevole, che dedicava gran parte del proprio tempo e delle proprie risorse alla cura dei poveri, di chi soffriva e di chi era intrappolato in peccati quali la prostituzione o il furto. Nei pressi di Cesarea, costruì una struttura che era al tempo stesso un ospizio per i poveri, un centro di accoglienza e un ospedale, che il suo amico di una vita, Gregorio di Nazianzo, paragonò alle "sette meraviglie del mondo antico".
Tra gli scritti di Basilio ancora disponibili figurano molti dei suoi sermoni, oltre 300 lettere e vari trattati sulla morale e sul monachesimo. La sua influenza sulla Chiesa è stata profonda, in particolare per il suo impegno nel contribuire a definire e chiarire la dottrina della Trinità da una prospettiva biblica.
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