Domanda
Chi era Alessandro il ramaio nella Bibbia?
Risposta
Alessandro il ramaio nella Bibbia era un uomo che causò un grave danno al ministero di Paolo (2 Timoteo 4:14). Il termine "ramaio" deriva dal greco chalkeus, che significa "braciere" o "lavoratore dei metalli". La NIV la traduce come "lavoratore dei metalli"; la ESV, la KJV e la NASB la riportano come "calderai". Alcuni studiosi ritengono che questo Alessandro il ramaio sia lo stesso Alessandro menzionato in altri due punti delle Scritture (Atti 19:33 e 1 Timoteo 1:20), anche se non possiamo esserne certi, poiché Alessandro era un nome comune.
La prima possibile menzione di Alessandro il ramaio si trova nel libro degli Atti. Durante i suoi viaggi in Asia, Paolo incontrò alcuni greci che si opponevano alla sua predicazione perché danneggiava i loro affari. Demetrio era un argentiere di Efeso che realizzava i santuari d’argento dedicati ad Artemide e, a sua volta, forniva lavoro a molti altri artigiani della zona. Man mano che la chiesa di Efeso cresceva, le vendite dei santuari idolatri calavano. Demetrio riunì la corporazione degli artigiani e li aizzò dicendo: "Sapete bene, amici miei, che traiamo un buon reddito da questa attività. E vedete e sentite come questo Paolo abbia convinto e sviato un gran numero di persone qui a Efeso e praticamente in tutta la provincia dell’Asia. Egli afferma che gli dei fatti da mani umane non sono affatto dei. C’è il pericolo non solo che il nostro mestiere perda la sua buona reputazione, ma anche che il tempio della grande dea Artemide venga screditato; e la dea stessa, che è venerata in tutta la provincia dell’Asia e nel mondo, venga privata della sua maestà divina" (Atti 19:25-27). Durante la rivolta che ne seguì, Alessandro fu spinto in avanti per rivolgere alcune parole alla folla. Poiché era ebreo, tuttavia, la folla si rifiutò di ascoltarlo (versetto 34). È possibile che questo Alessandro fosse Alessandro il ramaio e che, essendo legato alla chiesa ed essendo egli stesso un artigiano del metallo, fosse stato scelto per cercare di ristabilire la pace a Efeso.
Un’altra possibile menzione di Alessandro il ramaio si trova in 1 Timoteo 1:20, nella lettera di Paolo a Timoteo a Efeso. Paolo afferma che Alessandro rinnegò la propria fede e la propria coscienza (versetto 19) e che Alessandro e un altro uomo di nome Imeneo erano stati "consegnati a Satana per imparare a non bestemmiare" (versetto 20). Alessandro, che a un certo punto aveva ovviamente professato la fede in Cristo, aveva "naufragato" nella sua fede; cioè, aveva deviato dalla rotta, allontanandosi dal buon insegnamento, e si era lasciato trasportare verso gli scogli pericolosi del falso insegnamento. Si era rifiutato di seguire i dettami della propria coscienza; camminava secondo la carne e non secondo lo Spirito (cfr. Romani 8:5-9), invocando il nome di Cristo pur comportandosi come un non credente. Di conseguenza, Paolo aveva pronunciato una maledizione apostolica su Alessandro, permettendo a Satana di distruggere o danneggiare quell’uomo affinché la sua anima potesse ancora essere salvata (cfr. 1 Corinzi 5:5).
Nella seconda e ultima lettera di Paolo a Timoteo, troviamo l’unico riferimento diretto ad Alessandro il ramaio. Paolo dice: "Alessandro il ramaio mi ha fatto un gran male; il Signore gli renderà secondo le sue opere" (2 Timoteo 4:14, ESV). Paolo non menziona alcun dettaglio sul male causato da Alessandro, ma solo che fu "grande". È degno di nota il fatto che Paolo non cercò vendetta personale; al contrario, saggiamente affidò la questione alla giustizia di Dio (cfr. Proverbi 20:22; Ebrei 10:30).
Alessandro il ramaio, menzionato in 2 Timoteo, è lo stesso Alessandro di cui Paolo parla in 1 Timoteo? Oppure il fatto che Paolo specifichi che un certo Alessandro fosse "il ramaio" si riferisce a una persona diversa? Nessuno può esserne certo. Se si tratta dello stesso Alessandro, e se egli è anche collegato ad Atti 19, allora la sua storia sarebbe più o meno questa: Alessandro era un influente artigiano ebreo che lavorava i metalli a Efeso. Quando i missionari arrivarono in città, Alessandro il ramaio fece la loro conoscenza e si mostrò apparentemente aperto al Vangelo. Quando scoppiò il tumulto a causa della vendita delle statue di Artemide, Alessandro fu scelto come naturale intermediario tra gli argentieri e il bersaglio della loro ira. In seguito, Alessandro mostrò il suo vero volto nella chiesa, e divenne evidente che lui e Imeneo vivevano per se stessi, non per Cristo. Paolo mise in guardia Timoteo, che svolgeva il ministero pastorale a Efeso, riguardo alla situazione. Più tardi ancora, imprigionato a Roma, Paolo si rammarica del fatto che Alessandro il ramaio avesse continuato a danneggiare la causa di Cristo e fosse diventato un nemico personale. È possibile che Alessandro avesse usato la sua influenza e la sua posizione finanziaria per influenzare negativamente le autorità romane contro Paolo. In ogni caso, "il Signore gli renderà secondo le sue opere" (2 Timoteo 4:14).
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