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Domanda

Chi erano i 70 (o 72) discepoli di Luca 10?

Risposta


Luca 10 è l’unico punto in cui troviamo il racconto di Gesù che invia precisamente 70 (o 72) discepoli a preparare la via davanti a Lui. Le discrepanze sul numero (70 o 72) derivano dalle differenze riscontrate in circa la metà dei rotoli antichi utilizzati per la traduzione. I testi sono divisi quasi equamente tra i due numeri, e gli studiosi non sono d’accordo sul fatto che il numero debba essere 70 o 72, sebbene una questione così secondaria non sia motivo di dibattito. Poiché il numero 70 ricorre in altri punti della Scrittura (Esodo 24:1; Numeri 11:16; Geremia 29:10), è più probabile che il numero effettivo dei discepoli fosse 70, e che il 2 sia un errore di trascrizione. Che fossero 70 o 72 i discepoli inviati da Gesù è irrilevante. Ciò che conta sono le istruzioni che Gesù diede loro e il potere che scese su di loro per compiere miracoli e scacciare i demoni (Luca 10:17).

Dopo aver nominato i 70 (o 72) discepoli, Gesù parlò della grande necessità dell’evangelizzazione (Luca 10:1-2). Quindi incaricò i 70, dando loro queste istruzioni:

1) Andate (Luca 10:3). Questo è fondamentale. I 70 dovevano dividersi in coppie e visitare tutti i luoghi dove Gesù stava per recarsi.

2) Siate cauti (Luca 10:3). I 70 erano come agnelli tra i lupi, circondati dal pericolo.

3) Vivete per fede (Luca 10:4). I 70 non dovevano portare provviste extra. Portavano il messaggio di Gesù e non avevano bisogno di essere appesantiti da beni materiali.

4) Rimanete concentrati (Luca 10:4). I 70 non dovevano salutare nessuno lungo la strada e non dovevano lasciarsi distrarre dalla missione più importante dell’evangelizzazione.

5) Offrite la vostra benedizione (Luca 10:5-6). Chiunque avesse ospitato i 70 doveva essere benedetto, usando il saluto comune dell’epoca: "Pace a questa casa".

6) Siate contenti (Luca 10:7). Ai 70 fu detto di non cercare alloggi migliori; dovevano rimanere nella casa che li aveva accolti per prima.

7) Ricevete ciò che vi spetta (Luca 10:7). L’operaio è degno della sua paga (cfr. 1 Timoteo 5:17-18). L’opera di evangelizzazione è infatti un lavoro ed è degna di compenso.

8) Siate flessibili (Luca 10:7-8). I 70 dovevano mangiare qualsiasi cosa i loro ospiti servissero; in quanto servitori di Dio, non dovevano essere schizzinosi.

9) Guarite i malati (Luca 10:9). Gesù conferì ai 70 discepoli l’autorità specifica di guarire malattie e infermità. Era come se il Grande Medico avesse 70 tirocinanti che effettuavano visite a domicilio. Quando i 70 tornarono da Gesù, raccontarono con gioia come fossero riusciti non solo a guarire malattie, ma anche a scacciare i demoni (versetto 17).

10) Annunciare il regno (Luca 10:9). Il messaggio dei 70 discepoli era semplice: "Il regno di Dio si è avvicinato a voi". Si trattava di una chiara esortazione alla fede nel Re che presto avrebbe visitato ogni villaggio.

Gesù disse poi ai 70 (o 72) discepoli che avrebbero potuto incontrare rifiuto in alcuni villaggi (Luca 10:10), e spiegò loro come reagire: scrollarsi pubblicamente la polvere di quella città dai piedi (Luca 10:11; cfr. 9:5), proclamare ancora una volta il regno e avvertirli del giudizio imminente (Luca 10:12).

Un incarico simile era stato affidato ai dodici apostoli di Gesù quando il Signore li aveva mandati a guarire le malattie e a scacciare i demoni (Matteo 10:1-42; Luca 9:1-6). La differenza principale è che Gesù aveva detto ai Dodici di predicare in Galilea, evitando le zone dei gentili e la Samaria, mentre ai 70 (o 72) non fu imposta alcuna restrizione di questo tipo.

L’identità dei 70 discepoli non viene mai rivelata nelle Scritture, e il gruppo non viene mai più menzionato, nemmeno durante il periodo della Chiesa primitiva negli Atti. Sembra che il loro ministero fosse specificamente finalizzato a preparare la via di Gesù verso Gerusalemme. Sono stati suggeriti vari personaggi come possibili membri dei 70 — ad esempio, l’esorcista senza nome in Luca 9:49. Due di loro potrebbero essere stati Barsabba (noto come Giusto) e Mattia (Atti 1:23), poiché furono scelti dagli apostoli come possibili sostituti di Giuda (Atti 1:15-18). Uno dei requisiti per l’apostolato era che il candidato dovesse "essere stato con noi per tutto il tempo in cui il Signore Gesù visse in mezzo a noi, a partire dal battesimo di Giovanni fino al momento in cui Gesù fu portato via da noi. Poiché uno di questi deve diventare testimone con noi della sua risurrezione" (Atti 1:21-22). Possiamo anche ipotizzare che i 70 facessero parte dei 120 riuniti nel cenacolo in occasione della Pentecoste, quando lo Spirito Santo fu effuso per la prima volta (Atti 1:15).

Poiché Dio non ha ritenuto importante che noi conoscessimo i nomi dei 70 (o 72) discepoli ai quali aveva affidato l’importante compito di preparare la via a Gesù, non dobbiamo considerarlo importante nemmeno noi. Ciò su cui Gesù richiamò l’attenzione non fu il potere che Egli aveva loro conferito, ma il fatto che i loro nomi fossero scritti nei cieli (Luca 10:20). Allo stesso modo, mentre potremmo entusiasmarci per i miracoli visibili e le manifestazioni di potere soprannaturale, il miracolo più grande di tutti è il fatto che peccatori indegni possano diventare figli giusti di Dio (Romani 5:8; 2 Corinzi 5:21; Giovanni 1:12). Quando la nostra attenzione si sposta su noi stessi e su come Dio ci sta usando, stiamo andando nella direzione sbagliata. È bene ricordare che, poiché i loro nomi non sono importanti, nemmeno i nostri lo sono. È solo il nome di Gesù Cristo che merita tutta l’attenzione e la gloria (1 Corinzi 1:28-29; Filippesi 2:9-11). È sufficiente che i nostri nomi siano scritti nel libro della vita dell’Agnello.

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